Custodi dell'ambiente

Obiettivo 12
Produzione e consumo responsabile

214

comuni serviti dalla depurazione

La nostra restituzione all'ambiente

Nel 2021, il volume dell’acqua che abbiamo trattato nei 71 impianti di depurazione che gestiamo è stato di circa 144 milioni di metri cubi.
Ai tradizionali impianti di depurazione si aggiungono 84 fosse imhoff, ossia manufatti utilizzati per il trattamento dei liquami in aree decentrate di piccola dimensione.

I nostri impianti di depurazione

Nella provincia di Bergamo esistono numerosi impianti di trattamento dei reflui fognari, alcuni con potenzialità importanti, altri con potenzialità ridotte.
Tutti gli impianti con classe di potenzialità maggiore o uguale a 10.000 Abitanti Equivalenti (A.E.) sono dotati di trattamenti terziari, necessari per l’abbattimento di azoto e fosforo, mentre tutti gli impianti con potenzialità maggiore di 2.000 A.E. sono dotati almeno di un trattamento secondario, conformemente a quanto previsto dalla normativa.
Tutti gli impianti di depurazione con potenzialità superiore a 2.000 AE sono dotati di sistemi di disinfezione, costituiti normalmente da dosaggio di ipoclorito di sodio; per alcuni impianti di maggiore potenzialità, la disinfezione è effettuata con sistemi tecnologicamente più avanzati a ozono o raggi UV.
Nel territorio provinciale gestiamo 6 grandi depuratori sovracomunali, che ricevono le acque reflue di vari comuni: Bagnatica, Bergamo, Brembate, Cologno al Serio, Lurano, Ranica.

Ampliamo il servizio di depurazione

Consapevoli del nostro ruolo nella tutela e conservazione dell’ambiente e del territorio, già a partire dal 2013 parte dei nostri investimenti si sono concentrati nell’adeguamento degli scarichi fognari. L’impegno in questa attività ci ha consentito di raggiungere nel triennio 6.827 abitanti equivalenti che precedentemente non erano serviti da un impianto di depurazione.
Nell’ultimo triennio abbiamo investito oltre 14 milioni di euro in interventi di collettamento dei terminali non trattati.
Al 31 dicembre 2021 risulta non trattato solamente lo 0,93% delle acque reflue collettabili dell’intero territorio gestito.

I nostri controlli sulle acque reflue

Durante il processo di depurazione, l’acqua è analizzata con controlli in campo e in laboratorio per valutare le prestazioni dei depuratori e verificare il rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente.

Nel 2021 abbiamo condotto 4.049 controlli sui reflui degli impianti di depurazione.
I parametri principali che vengono ricercati per il monitoraggio delle acque depurate sono relativi alla richiesta chimica e biochimica di ossigeno (COD e BOD5), ai solidi sospesi (SST) e alla presenza di due sostanze nutrienti eutrofizzanti (azoto totale e fosforo totale).

Anche uno degli indicatori ARERA relativi al processo di depurazione ha l’obiettivo di minimizzare gli impatti inquinanti dei reflui restituiti all’ambiente e misura il tasso di superamento dei limiti nei campioni di acque reflue in uscita dai depuratori. Tale indice ha registrato un evidente miglioramento nel triennio passando dal 22,89% di non conformità del 2019 al 9,17% del 2021 a riprova del nostro impegno.

L'efficienza della depurazione

Il parametro che meglio rappresenta l’impatto sull’ambiente delle acque reflue urbane dopo il trattamento depurativo è il COD (Chemical Oxigen Demand) che misura la sostanza organica residua presente nello scarico dei depuratori.
Nel 2021 abbiamo immesso in ambiente circa 3 milioni e 162 mila chilogrammi di COD, in linea con il dato del 2020.
Nel 2021, i processi depurativi ci hanno consentito di trattenere oltre il 90% del carico inquinante, in linea con gli anni precedenti, per un totale di oltre 28 milioni e 639 mila chilogrammi di COD sottratti all’ambiente.

90% del carico inquinante sottratto all'ambiente

Il piano di controllo degli scaricatori di piena

Abbiamo predisposto un piano di controllo che prevede un’ispezione periodica degli scaricatori di piena. Lungo i quasi 5.000 km di rete di fognatura che gestiamo sono presenti 2.399 scaricatori di piena e nel corso del 2021 sono stati effettuati 9.042 controlli relativi al corretto funzionamento degli stessi.

Creiamo valore per il territorio

Il 53% circa del valore economico che distribuiamo ai nostri interlocutori viene destinato ai fornitori attraverso gli acquisti di beni, servizi e lavori.
A riprova del nostro rapporto con il territorio servito, nel 2021 il 47% dei fornitori che si sono assicurati una fornitura sono realtà che hanno sede legale in provincia di Bergamo, il 34% risulta avere sede legale nelle altre provincie lombarde, il 18% nelle provincie italiane al di fuori della Lombardia e solo l’1% dei fornitori proviene da fuori Italia.
Nel 2021 l’ammontare delle forniture commissionate è stato pari a 70 milioni e 597 mila euro. A riprova del nostro rapporto con il territorio servito, il 59% dell’ammontare delle forniture è stato assegnato a realtà che hanno sede legale in provincia di Bergamo, il 31% a aziende che hanno sede in altre province lombarde, il 9% a fornitori di altre regioni italiane e solamente lo 0,13% a fornitori stranieri.

64 milioni
di euro commissionati ai fornitori locali

Un ruolo importante nella riduzione dei consumi energetici

Nella gestione del servizio idrico integrato, il maggiore consumo di energia elettrica è legato agli impianti di depurazione, in particolare all’utilizzo di compressori d’aria impiegati nei processi aerobici, al sollevamento sia del refluo che dei fanghi ed al funzionamento dei macchinari dedicati all’affinamento terziario del refluo quali gli impianti ad ozono e gli impianti UV. Altre componenti rilevanti del consumo sono legate al funzionamento di impianti di sollevamento utilizzati per la movimentazione delle acque nelle reti di acquedotto e di fognatura.

L’andamento dei consumi di energia elettrica di Uniacque rilevato nel 2021 mostra che circa il 48% dell’energia elettrica viene utilizzata per il funzionamento degli impianti di depurazione, il 45% per il funzionamento degli impianti di acquedotto, il 6% per gli impianti di fognatura ed il restante 1% per il funzionamento di uffici e sedi.

Nel triennio 2019-21 il

100%

dell'energia elettrica è acquistata da fonti rinnovabili
L’energia autoprodotta ci ha consentito di evitare l’emissione di 203 tonnellate di CO2eq

Emissioni di gas ad effetto serra

Nel 2021 le nostre emissioni dirette (Scope 1), ossia quelle derivanti da sorgenti emissive di proprietà o sotto il diretto controllo della società, sono state pari a 27.465 tCO2eq, di cui il 96% è dovuta alle emissioni derivanti naturalmente dal processo di depurazione delle acque reflue (Emissioni da N2O, protossido di azoto), il 2,5% ai consumi di carburanti per la flotta aziendale, lo 0,9% ai consumi di carburanti per il riscaldamento e per i gruppi elettrogeni ed il restante ai consumi di biogas per il riscaldamento di uffici e impianti e per la produzione di energia elettrica presso l’impianto di cogenerazione di Bergamo e alle perdite di gas refrigeranti degli impianti di condizionamento.
Le nostre emissioni Scope 2, o emissioni indirette, dovute invece al consumo di energia elettrica o termica acquistata, calcolate secondo l’approccio Market based, risultano essere pari a 341 tCO2eq riferite a una piccola parte del consumo di energia rifatturato dai precedenti gestori. Le emissioni relative alla parte di consumo energetico rimanente, sotto il controllo di Uniacque, sono state annullate con l’acquisto di energia elettrica con certificati di Garanzia d’Origine (GO).
Infine, nel 2021, grazie all’energia elettrica da fonti rinnovabili autoprodotta e consumata, pari a 2.325 GJ, abbiamo evitato complessivamente l’emissione di 203 tonnellate di CO2eq.

La flotta di Uniacque

Nel 2021 la nostra flotta si è arricchita di una autovettura a trazione elettrica: attualmente sono 4 le autovetture completamente elettriche utilizzate per gli spostamenti. La flotta green di Uniacque consta anche di 2 veicoli a trazione ibrida, 14 veicoli alimentati a GPL e 30 veicoli alimentati a metano. In totale i 50 veicoli a basso impatto ambientale rappresentano poco meno del 19% della flotta che utilizziamo giornalmente.
Con le autovetture a basso impatto ambientale abbiamo percorso circa il 23% del totale dei kilometri percorsi in tutto il 2021: ne è conseguito che l’utilizzo di macchine ibride ed elettriche al posto di auto alimentate a diesel ha permesso a Uniacque di evitare le emissioni di 4 tonnellate di CO2eq nel corso dell’anno.

Lottiamo contro il cambiamento climatico

CO2 emessa

935 ton CO2eq emesse per flotta aziendale e riscaldamento
341 ton CO2eq emesse per consumo di energia elettrica rifatturata dai precedenti gestori
26.494 ton CO2eq emesse naturalmente del processo di depurazione come protossido di azoto (N2O)

Emissioni evitate

4 ton CO2eq evitate grazie all’utilizzo delle macchine ibride ed elettriche al posto di auto alimentate a diesel
203 ton CO2eq evitate grazie all’energia elettrica da fonti rinnovabili autoprodotta e consumata
203 ton CO2eq evitate grazie all’energia elettrica da fonti rinnovabili autoprodotta e consumata