Custodi dell'ambiente

Obiettivo 9
Imprese, innovazione e infrastrutture
Obiettivo 12
Produzione e consumo responsabile

212

comuni serviti dalla depurazione

La nostra restituzione all'ambiente

Nel 2020, il volume dell’acqua che abbiamo trattato nei 70 impianti di depurazione che gestiamo è stato di circa 143 milioni di metri cubi. Il nostro servizio di depurazione delle acque, inoltre, nel 2020 ha raggiunto le case presenti all’interno di oltre 200 Comuni, in aumento del 20% rispetto al 2019.
Ai tradizionali impianti di depurazione si aggiungono 73 fosse imhoff, ossia manufatti utilizzati per il trattamento dei liquami in aree decentrate di piccola dimensione.

I nostri impianti di depurazione

Nella provincia di Bergamo esistono numerosi impianti di trattamento dei reflui fognari, alcuni con potenzialità importanti, altri con potenzialità ridotte.
Tutti gli impianti con classe di potenzialità maggiore o uguale a 10.000 Abitanti Equivalenti (A.E.) sono dotati di trattamenti terziari, necessari per l’abbattimento di azoto e fosforo, mentre tutti gli impianti con potenzialità maggiore di 2.000 A.E. sono dotati almeno di un trattamento secondario, conformemente a quanto previsto dalla normativa.

Tutti gli impianti di depurazione con potenzialità superiore a 2.000 AE sono dotati di sistemi di disinfezione, costituiti normalmente da dosaggio di ipoclorito di sodio; per alcuni impianti di maggiore potenzialità, la disinfezione è effettuata con sistemi tecnologicamente più avanzati a ozono o raggi UV.

Nel territorio provinciale gestiamo 6 grandi depuratori sovracomunali, che ricevono le acque reflue di vari comuni: Bagnatica, Bergamo, Brembate, Cologno al Serio, Lurano, Ranica.

I nostri controlli sulle acque reflue

Durante il processo di depurazione, l’acqua è analizzata con controlli in campo e in laboratorio per valutare le prestazioni dei depuratori e verificare il rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente.

Nel 2020 abbiamo condotto 3.542 controlli sui reflui degli impianti di depurazione. Rispetto all’anno precedente tali controlli sono diminuiti a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19.
I parametri principali che vengono ricercati per il monitoraggio delle acque depurate sono relativi alla richiesta chimica e biochimica di ossigeno (COD e BOD5), ai solidi sospesi (SST) e alla presenza di due sostanze nutrienti eutrofizzanti (azoto totale e fosforo totale.

Anche uno degli indicatori ARERA relativi al processo di depurazione ha l’obiettivo di minimizzare gli impatti inquinanti dei reflui restituiti all’ambiente e misura il tasso di superamento dei limiti nei campioni di acque reflue in uscita dai depuratori. L’andamento di tale indicatore nel triennio 2018 – 2020 evidenzia un significativo miglioramento delle performance.

Epidemiologia delle acque reflue durante la pandemia

Durante i mesi di pandemia abbiamo effettuato dei campionamenti straordinari sulle acque reflue in ingresso ai depuratori di Bergamo, Brembate e Ranica affinché fossero analizzati per scopi scientifici. I campioni di acque reflue sono stati infatti utilizzati dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dall’Università Statale di Milano per monitorare l’andamento della pandemia di COVID-19 mediante analisi del virus seguendo un approccio innovativo detto “Epidemiologia delle acque reflue”.
Lo studio, che ha coinvolto 8 depuratori della Lombardia scelti tra le aree più colpite dalla prima ondata di COVID-19, ha dimostrato l’affidabilità dell’analisi delle acque reflue come strumento di sorveglianza dell’andamento dell’epidemia anticipando di 7-14 giorni l’evoluzione della curva epidemica rispetto ai sistemi di sorveglianza esistenti.

Il piano di controllo degli scaricatori di piena

Abbiamo predisposto un piano di controllo che prevede un’ispezione periodica degli scaricatori di piena. Lungo i quasi 5.000 km di rete di fognatura che gestiamo sono presenti 2.127 scaricatori di piena e nel corso del 2020 sono stati effettuati 11.047 controlli relativi al corretto funzionamento.

I nostri fornitori

La maggior parte del valore economico che distribuiamo è destinato ai fornitori, una quota che rappresenta il 54% del totale.
Nel 2020 oltre il 92% del totale dell’ammontare dei contratti ai fornitori è stato stipulato con realtà che hanno sede legale in Lombardia e in particolare oltre il 68% hanno sede legale in provincia di Bergamo. Per il solo 2020 sono infatti stati assegnate forniture a società della provincia di Bergamo per oltre 40 milioni di euro.

Un ruolo importante nella riduzione dei consumi energetici

Nella gestione del servizio idrico integrato, il consumo di energia elettrica è per lo più legato agli impianti di depurazione e in particolare all’utilizzo di compressori d’aria impiegati nei processi aerobici, al sollevamento sia del refluo che dei fanghi, oltre che per il funzionamento dei macchinari dedicati all’affinamento terziario del refluo quali gli impianti ad ozono e gli impianti UV. Altre componenti rilevanti del consumo sono legate al funzionamento di impianti di sollevamento utilizzati per la movimentazione delle acque nelle reti di acquedotto e di fognatura.

L’andamento dei consumi di energia elettrica di Uniacque rilevato nel 2020 mostra che circa il 48% dell’energia elettrica viene utilizzata per il funzionamento degli impianti di depurazione, il 45% per il funzionamento degli impianti di acquedotto, il 6% per gli impianti di fognatura ed il restante per il funzionamento delle sedi amministrative. Solo l’1% dei consumi di energia elettrica sono attribuibili al funzionamento degli uffici.

Nel biennio 2019-20 il

100%

dell'energia elettrica è acquistata da fonti rinnovabili

Emissioni di gas ad effetto serra

Nel 2020 le emissioni dirette di Uniacque, ossia quelle derivanti da sorgenti emissive di proprietà o sotto il diretto controllo della società, sono state pari a 1.065 tonCO2eq, di cui il 66% dovuto ai consumi di carburanti per la flotta aziendale, il 34% ai consumi di carburanti per il riscaldamento e per i gruppi elettrogeni e lo 0,2% ai consumi di biogas per il riscaldamento uffici e impianti e per la produzione di energia elettrica presso l’impianto di cogenerazione di Bergamo.
Le emissioni Scope 2 di Uniacque, o emissioni indirette, dovute invece al consumo di energia elettrica o termica acquistata dalla Società, nel 2020 sono state pari a 26.059 tonCO2eq calcolate secondo il metodo Location based, in aumento del 18% rispetto al 2019. Tale aumento è dovuto in larga parte all’inclusione nel perimetro dei dati relativi alla gestione dei comuni dell’Isola bergamasca acquisiti a fine 2019.
Le emissioni Scope 2, calcolate secondo l’approccio Market based, risultano essere pari a 448 tonCO2eq, riferite a una piccola parte del consumo di energia rifatturato dai precedenti gestori. Le emissioni relative alla parte di consumo energetico rimanente, sotto il controllo di Uniacque, sono state annullate con l’acquisto di energia elettrica con certificati di Garanzia d’Origine. Infine, nel 2020, grazie all’energia elettrica da fonti rinnovabili autoprodotta e consumata, pari a 2.549 GJ, Uniacque ha evitato complessivamente l’emissione di 238 tonnellate di CO2eq.

La flotta di Uniacque

Nel 2020 Uniacque ha ampliato la propria flotta aziendale con due macchine ibride. L’aggiunta di tali macchine fa parte del percorso verso una mobilità più sostenibile della flotta di Uniacque, che nel 2020 conta 3 veicoli a trazione elettrica, 2 veicoli a trazione ibrida, 14 veicoli alimentati a GPL e 30 veicoli alimentati a CNG (metano). L’utilizzo delle macchine ibride ed elettriche al posto di auto alimentate a diesel ha permesso a Uniacque di evitare le emissioni di 7 tonnellate di CO2 nel 2020.

Lottiamo contro il cambiamento climatico

1.065 ton CO2eq emesse per flotta aziendale e riscaldamento
448 ton CO2eq emesse per consumo di energia elettrica rifatturata dai precedenti gestori
238 ton CO2eq evitate grazie all’energia elettrica da fonti rinnovabili autoprodotta e consumata
7 ton CO2eq evitate grazie all’utilizzo delle macchine ibride ed elettriche al posto di auto alimentate a diesel